Credito di imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro

Si tratta di uno dei punti più centrali del Decreto Rilancio, perché opera attivamente al contrasto e al contenimento del COVID-19 all’interno dei luoghi professionali. Nello specifico, le nuove disposizioni introducono un credito di imposta pari al 60% delle spese sostenute nell’anno 2020 per un credito massimo di ben 80,000 euro a beneficiario.

Il credito di imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro è destinato agli esercenti attività di impresa, arti e professioni in luoghi aperti al pubblico come bar, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, biblioteche, musei, stabilimenti balneari e via discorrendo, ma anche a fondazioni, enti privati ed enti del terzo settore.

Include un’ampia serie di spese agevolabili, che rientrano tutte nella categoria degli interventi “pratici” per adeguare gli ambienti di lavoro alle nuove disposizioni sanitarie: dall’acquisto di arredi di sicurezza agli interventi edilizi, dagli strumenti e tecnologie necessari all’attività alle apparecchiature per il controllo della temperatura corporea.

Credito di imposta per sanificazione e dispositivi di protezione

Vale infine la pena spendere qualche parola sull’articolo 25 del Decreto Rilancio, che introduce un credito di imposta destinato a favorire la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro e l’acquisto di tutti i necessari dispositivi atti a ridurre la portata della pandemia.

Nello specifico, il credito spetta nella misura del 9,38% delle spese sostenute nell’anno in corso con un credito massimo di 60,000 euro a beneficiario e un tetto complessivo di 200 milioni di euro, e include le seguenti spese agevolabili: sanificazione di ambienti e strumenti di lavoro, dispositivi di protezione individuale e di sicurezza, prodotti disinfettanti e detergenti, dispositivi necessari a mantenere la corretta distanza interpersonale.

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